Comunicati/DES

In Memoria di Don Gallo

Alla fine, Dio non ci chiederà se siamo stati credenti, ma se siamo stati credibili”
Don Gallo

Anche il DES di Reggio vuole ricordare don Andrea Gallo ed esprimere la sua vicinanza alla Comunità di San Benedetto al Porto.

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Ciao don Andrea!

Don Andrea Gallo nasce a Sampierdarena, il 18 luglio del 1928. Cresce negli oratori e durante la guerra fa il partigiano al comando del fratello nella stessa brigata con Gianni Baget-Bozzo, con cui manterrà sempre rapporti, pur da opposti fronti politici, tanto da partecipare alle esequie del sacerdote ideologo di Berlusconi.

Da molti era definito “prete di strada” di Genova, si è spento nel suo letto della Comunità da lui fondata assistito da tutta la “grande famiglia” di San Benedetto al porto. È riduttivo dire “prete di strada”, sarebbe meglio definirlo “prete degli ultimi”, un vero esempio di vita cristiana, da sempre a fianco di chi nella società vive nella fatica, nell’affanno e nelle mille difficoltà dell’esistenza quotidiana. Lui stesso amava definirsi, «con un piede sulla strada e uno in chiesa».

Lunga è la storia della sua esistenza, sempre presente nella società con un ruolo attivo e propositivo. Critico nei confronti della Chiesa e del Vaticano, ma sempre fedele e leale, ricordava spesso di non essere mai stato sospeso e scomunicato.

La Comunità da lui fondata ha un ruolo importante e significativo, quando fu fondata, fu definita “la Comunità del prete dei tossici”. Ma la Comunità cresce, i ragazzi lavorano nel ristorante sotto la Lanterna, nelle campagne piemontesi, negli alberghi all’estero. Non ci sono solo i «tossici»: tra gli ultimi ci sono le prostitute sfruttate (dichiarerà di averne accompagnate alcune ad abortire, piuttosto che vederle morire nelle macellerie degli aborti clandestini), i trans, le «preziose» tanto care a De Andrè.

L’ultima sfida è stata per don Andrea è stata partecipare al corteo contro l’inaugurazione di una sala giochi a Pegli, un mese fa. Tra i gesti clamorosi, l’abbandono polemico della Mondadori. Ha scritto «L’Inganno Droga», «Il Fiore Pungente», «Il Prete da Marciapiede», «Il cantico dei drogati», «Angelicamente Anarchico», «Io cammino con gli ultimi», «Così in terra come in cielo» e tanti altri.

Don Andrea sarà sempre nei nostri cuori e nelle nostre menti, per quello che è stato, per quello che ha fatto, per quello che ha detto e per quello che ha scritto.

Il DES di Reggio Emilia

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