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“Terra di tutte/i”

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Articolo a cura di Casa Bettola- Casa Cantoniera Autogestita

Mercoledì 26 Giugno 2013 c/o – Casa Bettola (Via Martiri della Bettola n°6, Reggio Emilia) dalle 19.00 Pizzata della casa cantoniera con prodotti biologici di contadini del territorio (Info)
Dalle ore  20.00 Incontro: Terra di tutte/i. Come si può fermare la vendita dei terreni demaniali? Quale forme di riappropriazione della terra per restituirla alla comunità? L’agricoltura contadina può essere un’alternativa sociale e ambientale al consumo di suolo e il depauperamento del territorio? Ne parliamo con: Cristina Tagliavini (Accesso alla Terra), Marco Salardi (Rete Acqua Suolo), Armando de Matheis (Laboratorio Terre Resistenti).
E’ se come ci fosse un recinto che separa la città dalla campagna, la terra da chi la coltiva, l’uomo dalla natura. La recinzione e la scomposizione sono tratti distintivi del modello economico e politico dominante, ma in un certo senso siamo noi a ricostruire questo recinto, nella vita di ogni giorno. Se questo è vero, abbiamo la possibilità di non partecipare più alla recinzione, di aprire un varco e costruire qualcos’altro al suo posto:

  • Un’agricoltura che si basa sulla coproduzione tra contadino e terra, dove uomo e natura non sono più contrapposti ma in una relazione di scambio.
  • Una filiera corta, dove produttori e consumatori non sono più in una relazione antagonista ma hanno la possibilità di incontrarsi e creare rapporti di fiducia.
  • Un anello di congiunzione tra mondo urbano e mondo rurale, tra chi ogni giorno tramite il proprio lavoro partecipa nella produzione della città e la campagna, ma viene separato da ciò che produce ed escluso dalle scelte su cosa, come e dove produrre.

In questo incontro vogliamo confrontarci con realtà che in diversi contesti e con diverse modalità cercano di andare oltre le separazioni inerenti al modello di sviluppo capitalista, attivando processi di riappropriazione di terreni per una riconversione ecologica del territorio. Insieme vogliamo porci delle domande, per capire l’esistente, ma soprattutto per attivare possibili cambiamenti.

  • Come si può fermare il consumo di suolo e arrestare il processo di trasformazione delle terre coltivabili in terreni edificabili?
  • Come si può invertire la tendenza della concentrazione della terra in pochi mani, per favorire l’agricoltura contadina e la   piccola produzione?
  • Cosa significa riconoscere la terra come un bene comune? Possiamo immaginare forme di proprietà della terra che vanno oltre il privato e il pubblico?
  • Quale forme di cooperazione per condividere i mezzi di produzione, i saperi e le conoscenze?
  • Quale forme di mutualità tra mondo urbano e mondo rurale? Come costruire un circuito breve tra contadini delle terre liberate, mercati, gruppi di acquisto solidali e osterie sociali?

La riappropriazione della terra, come luogo di vita e produzione, può essere una via di uscita dalla crisi economica, ecologica e sociale? Una strada alternativa all’austerità e la crescita?
“Tutti quelli che faticano per produrre e riprodurre il territorio hanno un diritto collettivo non solo a ciò che producono ma anche di decidere cosa si deve produrre, dove e come.” David Harvey

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Accesso alla Terra
Progetto nato nella Provincia di Bologna e dintorni, per liberare terre agricole e favorire nuovi insediamenti contadini. Per la terra bene comune, per nuove comunità attive nella sua gestione. Per creare nuovo valore sul territorio. Perché la ricchezza è anche ecologica e sociale.

Rete Acqua Suolo
Gruppo di coordinamento partecipato da diverse realtà della Provincia di Reggio Emilia attive nella difesa dei beni comuni, nella tutela dell’ambiente e del territorio rurale, nell’agricoltura locale e nell’economia solidale, con lo scopo di monitorare e denunciare nuove ondate di cementificazione e per proporre l’acquisto collettivo di terreni da destinare ad uso agricolo.

Laboratorio Terre Resistenti
Un laboratorio di idee e pratiche che vede la terra come nodo nel quale i temi sociali ed ambientali si intrecciano, un nodo secondo il quale è imprescindibile coniugare la tutela del territorio, del paesaggio e dell’ambiente, con la difesa dei diritti e della dignità dei lavoratori agricoli. La salvaguardia dei beni naturali, della biodiversità e della salubrità della vita, si traduce immediatamente nella ricerca di nuove forme di produzione, distribuzione e consumo.

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