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Acido Citrico: cosa serve, come usarlo

Articolo a cura di Laura e Sabrina del GAS Iqbal Masih

Cos’è l’acido citrico?
L’acido citrico è un acido molto dolce, cioè non aggressivo come il cloridrico o il fosforico. Perché sia efficace, quindi, bisogna usarlo a una concentrazione tra il 15 e il 20%. È una sostanza assolutamente naturale, infatti è presente in quasi tutta la frutta, in particolare il succo di limone ne contiene il 5-7%. È inodore ed è usato nell’industria alimentare e farmaceutica come acidulante e conservante. Reagisce con il calcare e forma dei citrati solubili. Il calcare non è più in circolo e quindi i tessuti sono più morbidi e gli elettrodomestici funzionano meglio. I prodotti acidi non vanno usati insieme ai detersivi che sono basici, altrimenti ne annullano l’effetto. Vanno invece usati nell’ultimo risciacquo.

Preparazione soluzione al 15-20%
Sciogliere 150-200 gr. di acido citrico anidro puro in 1 litro d’acqua. Se l’acido citrico è monoidrato (come quello che si acquista presso un rivenditore di prodotti per enologia) le quantità diventano 165-220 gr in 1 litro. Monoidrato significa che la molecola dell’acido è legata a una molecola d’acqua. Sarebbe meglio usare acqua distillata, perché il calcare sciolto nell’acqua di rubinetto “impegna” una parte di acido citrico, formando citrato e diminuendone (anche se di poco) la concentrazione.
La scelta tra una soluzione al 15% o al 20% è individuale e dipende essenzialmente dalla durezza dell’acqua della propria zona: maggiore è la durezza – e quindi il calcare presente nei rubinetti e negli elettrodomestici – più alta sarà la concentrazione da usare.

L’acido citrico sostiusce diversi prodotti detergenti

1. In lavatrice come ammorbidente: versare 100 ml di una soluzione al 15-20% nella vaschetta dell’ammorbidente. Aceto e acido citrico, come ammorbidenti, favoriscono la degradazione di enzimi e residui dei detersivi, contribuendo a eliminare il loro potere allergenico. Qualcuno suggerisce di aggiungere all’acido citrico anche alcune (2-3) gocce di olio essenziale. Bisogna tener presente, però, che alcuni tipi di olio essenziale possono essere resi inattivi dall’acidità. L’acido citrico rende i panni più facili da stirare e quindi più belli.

2.  In lavatrice come disincrostante: ogni mese versare 1 litro di una soluzione al 15% direttamente nel cestello vuoto e avviare un programma ad alta temperatura (60°). Oppure sostituire l’acido citrico con 1 litro di aceto.

3.   In lavastoviglie come brillantante: riempire la vaschetta del brillantante di una soluzione al 15% di acido citrico e regolare la manopola graduata sul numero più alto.

4. Per il water: versare sullo scopino la soluzione di cui sopra per poi utilizzarlo per pulire a fondo il wc (si può anche usare il bicarbonato di sodio che oltre alla sua funzione detergente e igienizzante è efficace anche nel neutralizzare gli odori.)

5. Su tutte le superfici lavabili: applicare una soluzione al 15% per eliminare le incrostazioni calcaree. Lasciare agire qualche minuto e risciacquare. Non utilizzare su marmo e  pietre, legno, cotto e tutte le superfici sulle quali è sconsigliato l’uso di sostanze acide.

6. Detergente/lucidante sanitari fai da te: in uno spruzzatore diluire 75gr di acido citrico in 250 ml di acqua tiepida e aggiungere un cucchiaino di detersivo piatti. Miscelare il tutto. Rimuove allo stesso tempo sporco e calcare e dona brillantezza! Si consiglia di produrre una dose limitata perché dopo qualche giorno la soluzione potrebbe assumere un cattivo odore (dovuto alla scomposizione dei tensioattivi da parte dell’acido) e perdere efficacia. Oppure si può mescolare al momento, su una spugna, aceto con detersivo piatti.

7. Igienizzante: aceto e acido citrico, miscelati, igienizzano. Il motivo è legato al grado di acidità o alcalinità dell’ambiente (pH). I valori del pH vanno da 1 a 14. Il valore 7 indica la neutralità; un numero inferiore a 7 indica acidità, superiore a 7 basicità o alcalinità. I batteri più comuni vivono bene in un intervallo di pH attorno alla neutralità, diciamo tra 4,5 e 10, in un ambiente da debolmente acido e debolmente alcalino. Oltre questi valori non sopravvivono. Utilizzando un acido molto forte (inferiore a 4,5) o un alcale molto forte (superiore a 10) si altera il pH in cui vivono i batteri, quindi si sterilizza. Né l’aceto né l’acido citrico sono così forti, per cui da soli non hanno un buon effetto sterilizzante, ma miscelati sì, perché il pH diminuisce: si potenziano a vicenda. Per una soluzione molto concentrata si consiglia di mescolare in parti uguali aceto e acido citrico al 20%.

Infiene, qui sotto trovate un’utile tabella. Tenendo presente che alcune sostanze non devono essere mescolate tra loro, ritengo sia utile riepilogare gli abbinamenti che proprio non si possono fare e quelli consentiti.
tabellaACIDO-CITRICO

Fonte:  “Guida ai detersivi bioallegri” di Maria Teresa de Nardis – EMI editore, da un’iniziativa di MondoNuovo – 2009

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2 thoughts on “Acido Citrico: cosa serve, come usarlo

  1. leggo “Per una soluzione molto concentrata si consiglia di mescolare in parti uguali aceto e acido citrico al 20%.” mentre nella tabella risulta che aceto e acido citrico non dovrebbero essere mescolati. Che fare?

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