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Mamud Band: “Afro future funk” (Dunya)

Segnalazione a cura di Gaetano della libreria Infoshop

Mamud Band è una realtà che nel corso di un ventennio, e per buona parte di questo sotto la guida del suo fondatore Lorenzo Gasperoni, è riuscita a distinguersi nel panorama italiano e internazionale per creatività, interesse compositivo e prestigio dei solisti coinvolti. Ricordiamo la felice collaborazione con il leggendario trombettista Lester Bowie del ’98, la partecipazione nel corso degli anni di illustri jazzisti della penisola e la presenza della band a prestigiosi festival di caratura internazionale.

Oggi questo ensemble, fortemente caratterizzato dall’imponenza della sezione ritmica che vede Lorenzo Gasperoni con Jacopo Pellegrini alle percussioni e Sergio Quagliarella alla batteria, è il risultato di una profonda ricerca, spesso praticata in loco, nell’immenso patrimonio della musica africana, brasiliana, cubana, giamaicana e afroamericana e che ha goduto della preziosa firma di musicisti di grande levatura compositiva ed esecutiva quali Giovanni Venosta alle tastiere, Alberto N. A. Turra alle chitarre, William Nicastro al basso elettrico, Marco Motta al sax baritono, Simone Maggi alla tromba, Paolo Profeti al sax con- tralto e Mr. Bob Cat alla voce.

Dopo l’intenso e doveroso tributo alla musica e alla persona di Fela Kuti che prese forma nel precedente disco Opposite People (2011), la band promulga oggi il proprio manifesto programmatico titolando “Afro Future Funk” l’ultima presente fatica discografica totalmente costituita da composizioni originali e che ha visto la luce per mano del produttore Diego Cattaneo e di Sergio Quagliariella. “Afro Future Funk” vuole essere inteso anche e soprattutto come un immenso contenitore di genere comprensivo di tutto ciò che ha popolato la creatività di quest’organico.

Troviamo quindi nelle composizioni importanti tracce di Afro- beat e musica afrocubana, di Ethio-jazz con venature davisiane in German Funk; echi dei leggendari Head Hunters di Herbie Hancock e di James Brown nei brani Mr. Mamud e Talmud che appunto offrono una sguardo più vicino alla grande visionarietà del funk afroamericano anni 70 di band come Mandrill o della funky-latin-music bianca simil Chakachas,come nel caso di Waspe Mambo Chic. Nelle composizioni “Sirius Hymn” e “Two Warnings” si rivela un altro lato del nuovo lavoro, profondamente legato all’amore devozionale per le tradizioni: Benìn e Yoruba nel primo caso, con l’eccellente cameo di Giovanni Imparato alla voce e alle percussioni; mentre nel secondo fanno capolino dapprima il blues lento di Alì Farka Touré e Jay Hawkins, e successivamente l’afro-jazz pulsante di matrice ellingtoniana e mingusiana. Caso a parte fanno i brani che vedono la splendida partecipazione di Mr. Bob Cat alla voce, di chiara vocazione reggae/dub (Careful, Tangible Dream) ma con la cifra stilistica nella scrittura dei fiati ormai tipica di Mamud Band.

Gran bel disco, da gustare in pieno.

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