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Pedalando alla scoperta degli occhi di…

gli occhi di

Metti che semplicemente pedalando, un sabato pomeriggio, finisci col fare un viaggio emozionante alla scoperta di persone che la grande storia ha dimenticato o addirittura cercato di far sparire.

L’occasione è il compleanno di MAG6, sabato 16 novembre, per fortuna non piove anzi ogni tanto esce anche il sole.
Ritrovo alla sede dell’Associazione Ciclo-Ecologista Tuttinbici che mette a disposizione di chi è arrivato in auto delle belle biciclette gialle; a chi invece è arrivato col proprio mezzo a pedali l’associazione offre un gonfiaggio ruote e un rimprovero – a chi sta scrivendo – per un lucchetto troppo poco dissuasore (ma che, comunque,  da quindici anni difende caparbiamente il mezzo).

E così si parte, tutti in fila pedalando, alla ricerca de gli occhi di…

Perché è proprio grazie al lavoro di memoria e narrazione curato da Istoreco che abbiamo potuto conoscere una parte delle storie raccolte nella pubblicazione “Perché i vivi non ricordano gli occhi di...”, scoprire occhi dimenticati ed emozionarci ascoltando le loro vite.
Forse qualcuno ricorda gli striscioni che campeggiavano sulla rotonda di via Emilia Santo Stefano, quella con il monumento di Gerra; se allora avete guardato con distrazione quei nomi adesso è l’occasione buona per andare a ricercare le loro storie.
Scoprirete persone magari già famose a cui viene dato però il riconoscimento di individui singoli, come Ettore Cervi, il cinno, il più piccolo dei sette, fucilato il 28 dicembre 1943 con i fratelli. E ascoltare la sua storia davanti al poligono con l’eco dei colpi in sottofondo colpisce ancora di più.
Scoprirete persone forse un po’ meno famose ma il cui nome avete nelle orecchie (magari senza sapere chi siano) come Domenica Secchi, uccisa all’interno del cortile delle Reggiane perché protestava insieme ai compagni di lavoro contro la guerra; la storia dell’unica donna uccisa quel 28 luglio 1943, incinta di otto mesi, noi l’abbiamo ascoltata davanti al cancello delle Reggiane.
Infine scoprirete alcuni dei dimenticati dalla storia, quelli di cui non vi vogliono proprio far sapere che siano mai esistiti, come Mario e Fermo, uccisi il 25 febbraio 1915 (e questa data segnatevela) davanti all’Ariosto perché manifestavano contro il comizio di Cesare Battisti (invece questo nome lo conoscete, vero?), contro l’esaltazione della guerra, manifestavano per la pace. E noi li abbiamo conosciuti proprio davanti all’Ariosto. Grazie a Matthias e Arturo che ci hanno narrato la loro e le altre storie.

La potenza dello sguardo diverso.

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